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Cantando l’invisibile: voce ai vincitori del Premio Poesia L’Avvelenata 2023

Cari lettori e care lettrici, è con immenso piacere che – dopo avervi raccontato BoEM, la vincitrice della menzione speciale “Poetesse: donne da ricordare” – vi presento le voci dei tre talentuosi poeti premiati nella recente edizione del Premio Poesia L’Avvelenata 2023, di cui sono stata giudice. Le loro opere, cariche di emozioni e riflessioni profonde, hanno conquistato la giuria e meritato il podio. Scopriamo di più attraverso le loro parole.

Robin Corradini – Primo Classificato con “Vorrei invitarti a cena, e però”

Robin, vincitore del primo premio, condivide la sua felicità inaspettata dietro le quinte di uno spettacolo teatrale, poco prima di entrare in scena. “Felicità inaspettata che si è infilata in mezzo all’emozione di uno spettacolo che stava per iniziare.”

La sua poesia ci porta in un viaggio onirico, tra desideri inappagabili e nostalgia di esperienze non vissute. “Era per me – quando la scrissi – come una nenia calmante e spero sia per il lettore qualcosa almeno di struggente.”

Vorrei invitarti a cena, e però
posso solo ospitarti come ospiterei
una pellegrina se io fossi
un monastero ortodosso, appoggiato
su una gola boscosa,
dove i torrenti scorrono
sotterranei, prepotenti solo lontani
dall’altare, sempre nascosto.

Non è un problema la pelle
scoperta, all’ingresso troverai gonne, panni
multicolori, profumati d’incenso
e cera d’api. Nascondi le gambe, le braccia
quel tanto che basta a non sovvertire
gli equilibri invisibili che tengono in piedi le mura.
Ho l’obbligo di chiudere gli occhi su te,
ma tutta la libertà di offrirti le stoffe
più belle che posso.

Ho tre anime antiche e un novizio
a sacramentare, a raccontare le vite dei santi
in mezzo ai susini, in attesa
della distillazione dei frutti. Imbottiglieremo
acquavite il prossimo autunno: vorrai tornare
da me, a baciare il bicchiere, a chiedermi
ancora una volta
di interpretare i tuoi sogni, a fare cadere
le stoffe preziose, a scoprire le spalle,
a far esondare i torrenti?

Pietro Catalano – Secondo Classificato con “L’Aria Blu”

Pietro ci offre un’immersione nella sua poesia dedicata a chi vive situazioni di emarginazione. “Ho immaginato che i detenuti, in tale spazio (Aria blu), abbiano l’opportunità di ripercorrere oniricamente esperienze significative della propria storia e di recuperare in tal modo vissuti emozionali e speranze.”

La sua opera esplora il desiderio di evadere da costrizioni attraverso un viaggio onirico. “Ho immaginato di vivere la condizione in cui si trova una persona privata della libertà, e di immedesimarmi nei suoi sentimenti.”

C’è una zona chiamata aria blu
in questo spazio ristretto, dove
ritrovo il colore del mare e del cielo
e il dondolare lieve di mia madre.
Adesso ho una finestra chiusa davanti
e guardo le stelle riflesse nello specchio
rotto dai sassi lanciati per fare rumore
in questo silenzio che soffoca
la memoria, perduta nei giorni uguali
a ubbidire alla conta della sera.
Nell’aria blu respiro ancora l’odore
di zagara e gelsomino, sento il frinire
dei grilli e danzo a piedi nudi
nell’erba bagnata dalla brina del mattino.
Passi cadenzati e tintinnio di chiavi
annunciano la fine del viaggio,
il fischio del treno è un ricordo lontano,
il rumore secco della porta di ferro
chiude il giorno delle notti a venire.

Jessica Gentile – Terza Classificata con “Non c’è da stupirsi”

Jessica ci racconta della sorpresa e della gioia nel venire a conoscenza della sua vittoria. “Sorpresa, assolutamente. Al di là di quanto si possa credere in se stessi e di tutte le possibili insicurezze, quando si tratta di arte è davvero complesso immaginare come possa essere recepito un proprio prodotto artistico. Quindi molto felice che i miei versi abbiano risuonato anche fuori di me.”

La sua poesia, istintiva e meditativa, esplora la sofferenza di essere se stessi e la bellezza che emerge da quel disagio. “La poesia nasce per me sempre da uno sguardo interiore molto intimo che poi si apre al mondo.”

Non c’è da stupirsi se ogni tanto,
non sempre,
solo alcuni giorni
quando il sole si inclina e ci guarda di sbieco,
la luce è straniera come di stella diversa, non più paterna, di altro pianeta.
Non bisogna meravigliarsi mai se, in quei momenti solamente
precisi e inevitabili,
accade che così,
orfana di cielo all’improvviso,
io sia stanca di essere me.

Da lontano mi vedo
scivolare fuori dai confini più estremi
dalle dita delle mani e dei piedi, dal disegno concepito
per me. Non c’è più ritegno, sento solo
il silenzio che fa la libertà quando incontra la miseria
del niente. E io ora sono niente oppure sono te
che sei forte, sei uomo e ancora non lo so come urli quando cammini
solo o riscelgo la fatica di
quand’ero bambina e conoscevo tutto:
sapevo solo piangere e sporcare,
piangere e sporcare.
Voglio solo piangere e sporcare.

Ma ho paura. Non sono così coraggiosa
da uscire senza terrore
che in tutto questo andare,
io un giorno mi possa intravedere e dire:
“Nessuno ci riconosce più.
C’è da ricostruire da capo la dignità

che abbiamo perso venendo al mondo
sotto un cielo bugiardo e cieco,
tutt’intorno una luce straniera e incerta.
Noi non sapevamo che fare,
ci vergognavamo del buio, così abbiamo iniziato a brillare,
ma per finta, ricordi
che era per finta?”.

Il futuro artistico alla luce del premio

Tutti e tre i poeti sottolineano l’importanza del premio come stimolo per continuare a scrivere. Per Jessica, è un segnale per continuare con più coraggio; per Robin, rappresenta una botta di autostima; mentre per Pietro, il legame con il premio si consolida nel tempo, alimentando la sua passione per la scrittura.

Un canto dell’anima nella società odierna

Ognuno dei poeti intervistati riflette sul ruolo della poesia nella società contemporanea. “Ogni poeta scrive per un bisogno insopprimibile di esternare e sistematizzare pensieri, sentimenti e memorie.” (Pietro Catalano).

Tutti concordano sul fatto che la poesia, nel suo canto dell’anima (Catalano), offre uno sguardo obliquo sulle cose (Corradini), rivelando aspetti del reale spesso nascosti. Jessica Gentile afferma con forza: “Credo che la poesia, come il teatro, come tutta l’arte, abbia da sempre, da quando è apparso l’uomo sulla terra, e avrà per sempre, fino a quando scomparirà anche l’ultimo essere umano, la stessa funzione, rendere visibile l’invisibile.

I tre poeti sottolineano l’importanza di coltivare la poesia come forma d’arte e la necessità di superare i confini per farla emergere da circoli elitari. “Sarebbe bello trovare modi obliqui anche qui per mettere in comunicazione mondi e persone e forme d’arte, creare correnti anche polemiche.” (Robin Corradini). “La poesia può avere un ruolo nella società, vale a dire la capacità di trasformare l’io soggettivo nel noi collettivo” (Catalano). “Non ci resta comunque che perseverare. Anche da soli, se necessario” (Gentile).

La forza trasformatrice della poesia

In chiusura, emergono due temi chiave: la forza trasformatrice della poesia nel dar voce alle esperienze umane e la necessità di superare i confini che talvolta la circondano. I poeti contemporanei, come Jessica, Robin e Pietro, ci invitano a esplorare mondi interiori e sociali attraverso le loro parole, offrendoci preziosi spunti di riflessione.

Vi invito a immergervi nelle loro opere premiate e a scoprire la bellezza e la potenza della poesia, una forma d’arte in costante evoluzione nel cuore della nostra società.

Biografie

Robin Corradini

Robin Corradini è nato il 10 settembre 1983 a Roma. Ha conseguito il diploma di Liceo Classico presso l’Istituto “San Bernardo” di Casamari (FR) e si è laureato in Teorie e Pratiche dell’Antropologia alla Sapienza Università di Roma. Vive oggi a Latina e lavora nel settore dell’agricoltura e del giardinaggio. È poeta, presentatore di eventi culturali, attore per hobby e collabora con riviste e case editrici come redattore, correttore di bozze e organizzatore di presentazioni letterarie. Ogni giorno si appassiona, tra le varie cose, alle lingue, alle scienze, alla musica e al mangiar bene: per lui, le passioni sono molto importanti, così come lo è la poesia. Nel 2021 si è classificato terzo nella sezione Poesie della prima edizione del Premio Letterario L’Avvelenata con la poesia Facciamo finta di niente, inserita poi nell’antologia dei vincitori Parole lungo il Tevere (La Caravella Editrice, 2022). Con Delta 3 Edizioni ha pubblicato, nel settembre del 2022, la sua prima raccolta di poesie, dal titolo Sulla mappa, la X. Nel 2023 è arrivato primo nella sezione poesia della seconda edizione del Premio letterario L’Avvelenata con la poesia Vorrei invitarti a cena, e però. Nel 2023 ha scritto e portato in scena il recital La Via del Pianto.

Pietro Catalano

Pietro Catalano, nato a Palermo vive a Roma, dove ha svolto la propria attività professionale alle dipendenze dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile. Fa parte di varie associazioni culturali ed è componente della giuria di alcuni premi letterari. Sue poesie figurano in Antologie didattiche e Riviste letterarie, anche in lingua inglese. E’ presente in enciclopedie, dizionari di letteratura e nel IV volume “Storia della Letteratura Italiana-Il secondo novecento”, Guido Miano Editore. Ha pubblicato 3 raccolte di versi, ultima delle quali “La geometria dei girasoli”, Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli. Ha vinto numerosi premi letterari nazionali e internazionali e ha ricevuto i riconoscimenti“Premio Speciale Stampa”, “Premio Artisti per la Pace”, “Premio alla Carriera”. Si sono occupati del suo lavoro diversi studiosi e critici, tra cui Nazario Pardini, Enzo Concardi, Carmelo Consoli, Stefano Valentini.

Jessica Gentile

Jessica Gentile nasce a Gallarate nel 1995. Dopo la maturità classica, si trasferisce a Milano e inizia a formarsi professionalmente come attrice, prima alla Scuola di Teatro Grock e poi alla Scuola di Teatro Scimmie Nude. Attualmente fa parte del collettivo dei giovani attori professionisti Atelier Scimmie Nude, sia come attrice che come aiuto-drammaturga. Lavora nello stesso tempo anche nel settore dell’audiovisivo:cinema, pubblicità  e nel mondo podcast come speaker. Tiene inoltre alcuni laboratori sulla lettura ad alta voce e insegna teatro ai bambini delle scuole elementari. Nel 2020 pubblica con la casa editrice Eretica Edizioni “Fil noir”,  la sua prima raccolta poetica.

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1 commento su “Cantando l’invisibile: voce ai vincitori del Premio Poesia L’Avvelenata 2023”

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