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Qualcuno si ricorderà di noi

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Credits foto: Davide Massimo

E se Google svegliasse le poetesse dell’antichità per avvisarle che oggi sono finalmente cercate sul web?

Un corto teatrale sulle figure storiche di Saffo, Erinna, Anite e Nosside

Un piccolo testo che è il frutto dei miei studi effettuati presso le Bodleian Libraries di Oxford per la mia tesi di laurea magistrale in Filologia Classica, conseguita presso l’Università degli Studi Roma Tre nel 2014.

In Italia, infatti, almeno fino a pochi anni fa, era difficilissimo reperire questo genere di bibliografia.

E se già ad alcuni è sembrato strano, ai tempi dell’università, che una filologa classica si approcciasse ai Gender Studies, figuratevi quanto possa sembrare strana, ancora oggi, la mia devozione anche al mondo digitale!

Per leggere serenamente questo testo, se deciderete di acquistarlo, vi consiglio di abbandonare pregiudizi e luoghi comuni.

Ma andiamo per ordine: dal titolo del progetto di laurea “μνάσασθαί τινά φαιμ’ ἔτι κἄτερον ἀμμέων (Sappho, fr. 147 L.-P.). Voci e maschere femminili in età ellenistica” deriva quello del corto, che è una traduzione parziale del verso saffico “Io dico che un giorno qualcuno si ricorderà di noi”.

E negli ultimi anni, grazie anche alla diffusione del web, persino l’Italia ha finalmente iniziato a sviluppare una certa sensibilità nei confronti delle donne “silenziate” dalla Storia (ma la strada è ancora lunga!).

Questo è il mio desiderio: che le donne geniali siano ricordate.

Se in passato il canone letterario ha potuto censurare le voci femminili perché in mano a pochi (uomini), oggi Internet, che invece è in mano a tutti, ha dato loro una seconda possibilità di esistere. Perciò nel testo troverete numerosi riferimenti a Google e ai Social Network.

Proprio grazie a Internet, infatti, ho potuto diffondere le mie conoscenze “antiche” anche fuori dall’Accademia raccontando vita e opere di Erinna, Anite e Nosside sul meraviglioso sito Enciclopedia delle Donne (trovate le relative voci online), partecipando a convegni in giro per l’Italia organizzati da gruppi Facebook molto attivi nella riscoperta delle figure femminili, e pubblicando articoli e video rubriche sul mio sito CulturaMente. In questo modo ho scoperto che tante persone sono interessate a saperne di più sulla storia delle donne!

Il risultato di questo lavoro, quindi, lo definisco “corale”, perché sono stata stimolata da tanti fattori, eventi e persone.

Il mio augurio, con la pubblicazione di questo libro presso i tipi di Fusibilia, una casa editrice da sempre attenta alla questione di genere, è che le figlie di Saffo continuino a essere ascoltate e magari, un giorno, portate in scena (anche per le scuole, dove le poetesse si studiano ben poco!).

Ma non solo. Mi piacerebbe che questo testo fosse uno spunto per superare (almeno un po’!) la reticenza ad affiancare il mondo culturale a quello digitale, perché tutti i nuovi strumenti che abbiamo a disposizione oggi possono essere di grande supporto per diffondere la conoscenza del passato e rendere più agevole anche la comprensione del presente.

Dalla prefazione di Antonella Rizzo

Il volume della Pizzi è una moderna opera buffa che riassume la coscienza del femminile nel paradigma di un femminismo nuovo, un pensiero formulato per superare le miriadi di declinazioni in cui si è scissa la matrice originaria. La verità disarmante contenuta nel testo è altresì la stessa della commedia classica greca di Aristofane; verità rivelata con l’uso sapiente dell’ironia e della dialettica per denunciare profonde contraddizioni, evidenti paradossi di una società post-moderna che presenta note di criticità ancora forti sulla percezione del Sé femminile e sui rapporti con l’altro sesso. La chiave di comprensione sta nella conoscenza dell’eccezionalità delle protagoniste, tre poete dell’età classica capitanate dalla famosa Saffo: Erinna, Nosside e Anite. Quattro donne dalla superba esistenza che si trovano catapultate nelle reti informatiche dei nostri giorni a fare i conti con i tranelli della dimensione virtuale. Dimensione che appare privata dai processi di autodeterminazione e di emancipazione che gli spiriti eccelsi delle donne pensavano appannaggio della discendenza femminile. Nel poemetto c’è tutta la tensione irrisolta del femminismo storico…

Scheda Libro, Copie Stampa e Acquisto

ORDINI: è possibile ordinarlo scrivendo a fusibilia@gmail.com, spedizione gratuita, oppure acquistarlo presso i maggiori rivenditori online (IBS, Libreria Universitaria)

COPIE STAMPA: scrivere a culturamente.it@gmail.com

Scheda libro: http://www.fusibilia.it/?p=6412

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Le Recensioni della Stampa

Le Opinioni dei Lettori


Premi e Riconoscimenti

Premio Antica Pyrgos 2021

Un anno dopo l’uscita del libro, a ottobre 2021, ho ricevuto un riconoscimento speciale dal Premio Antica Pyrgos: Profumi di Poesia.

Per la contaminazione tra il classico e il moderno nell’opera “Qualcuno si ricorderà di noi” Fusibilia libri

Presentazioni

Un fiore contro la violenza di genere – Amatrice 2021

Il 26 novembre 2021, in occasione della Giornata Contro La Violenza sulle Donne, sono stata ospite dell’evento “Un fiore contro la violenza di genere” per raccontare il mio libro “Qualcuno si ricorderà di noi”.

Lezioni nelle Scuole

“Qualcuno si ricorderà di noi” è stato protagonista di tre lezioni di sensibilizzazione con le classi del Liceo Scientifico Giordano Bruno di Arzano in occasione del Progetto “Tra Pari. Il valore delle differenze”  grazie all’associazione Donne Insieme APS. Ho avuto il piacere di raccontare il mio libro agli studenti proponendo una lezione sul concetto di credibilità tra presente e passato, che si è sviluppata con l’analisi della comunicazione sui Social Network per stilare un decalogo di comunicazione accogliente, lontano dall’odio e dal pregidizio.

Progetti Esterni

La pubblicazione del libro mi ha spinto a realizzare il sito web “Poetesse: Donne da Ricordare”, un luogo in cui è possibile raccontare una poetessa del passato e del presente per dare voce a tutte le donne. Il sito offre una classificazione letteraria, una geografica e una per epoca.

Foto di Copertina di Davide Massimo