Mercoledì 23 settembre sarò relatrice al seminario “Media e cambiamenti tecnologici nell’informazione”, promosso dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna. Parlerò di libertà di informazione nell’epoca degli algoritmi e dell’Intelligenza Artificiale.
Il 23 settembre torno alla formazione professionale dei giornalisti con un tema che unisce due ambiti sui quali lavoro da tempo: giornalismo e trasformazione tecnologica.
Sarò tra i relatori del seminario “Media e cambiamenti tecnologici nell’informazione”, promosso dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna. L’evento si terrà a Reggio Emilia e io interverrò in collegamento da remoto con uno speech dedicato a “Cambiamenti tecnologici e libertà di informazione”.
Cosa significa oggi essere liberi di informarsi?
È la domanda dalla quale ho deciso di partire. Quando parliamo di libertà di informazione pensiamo innanzitutto alla libertà di stampa e alla possibilità di pubblicare una notizia. Ma esiste anche l’altro lato della relazione: la libertà di chi quell’informazione la cerca.
Treccani distingue tre dimensioni del diritto all’informazione: il diritto di informare, il diritto di informarsi e il diritto di essere informati. E definisce il secondo anche attraverso la possibilità di attingere informazioni da più fonti.
Ma cosa accade quando tra noi e quelle fonti si inserisce una tecnologia che le seleziona? È un processo iniziato molto prima dell’Intelligenza Artificiale.
Con un giornale scegliamo una testata. Con un motore di ricerca formuliamo una domanda e un algoritmo ordina per noi le possibili fonti. Con i social riceviamo una selezione di contenuti. Con i nuovi sistemi di AI possiamo ricevere direttamente una risposta già sintetizzata.
La tecnologia non cambia quindi soltanto il modo in cui produciamo informazione. Cambia anche il modo in cui vi accediamo.
Le sintesi non sono la verità
Ed è qui che si apre la parte che trovo più interessante.
Una risposta generata dall’AI può apparire completa e convincente. Ma rimane una rappresentazione costruita a partire da ciò che un sistema riesce a osservare e selezionare.
Per questo durante il mio intervento parlerò di bias, pluralismo delle fonti, news deserts e osservabilità dell’informazione.
La provocazione dalla quale partirò è questa:
L’AI non è lo specchio della realtà. È lo specchio del potere.
Perché le disuguaglianze non nascono necessariamente dentro un algoritmo. Possono essere già presenti nelle informazioni che produciamo, nelle voci che documentiamo, nelle fonti che rendiamo accessibili e nel patrimonio digitale che costruiamo.
Ed è proprio qui, secondo me, che la libertà di informazione incontra una delle questioni centrali dell’era artificiale: non basta poter parlare. Bisogna chiedersi anche chi riesce a essere trovato, riconosciuto e rappresentato.
Il 23 settembre a Reggio Emilia
Il seminario “Media e cambiamenti tecnologici nell’informazione” si terrà mercoledì 23 settembre 2026, dalle 14:30 alle 18:30, presso l’Istituto Regionale G. Garibaldi per i ciechi di Reggio Emilia. L’evento è gratuito e riconosce 4 crediti formativi.
Il programma affronterà i cambiamenti dell’informazione da diverse prospettive: Intelligenza Artificiale, trasformazione dei media, social network, libertà di informazione e legislazione dei nuovi media.
Io proverò a portare una domanda in più:
In un mondo in cui possiamo accedere a più informazioni che mai, chi decide quali di queste arriveranno fino a noi?
Ci vediamo il 23 settembre.

