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AI Overview su Google Italia: cos’è, come funziona e cosa cambia per la SEO

Gli esperti e le esperte SEO sono abituati a “stare sul pezzo” inseguendo gli update di Google. Ora che è arrivata anche la ricerca “artificiale” su Google, è importante studiare e osservare cosa accade, senza pretendere di capire tutto e subito, ma soprattutto evitando di dare risposte presi dalla smania di fare i tuttologi.

Per questo motivo ho deciso di scrivere un articolo con i test che sto facendo in questi giorni insieme ad alcuni colleghi, osservando il comportamento dell’AI Overview e provando a scrivere dei contenuti per vedere cosa succede. Partiamo dal principio, come sempre.

Cos’è l’AI Overview?

Le AI Overviews sono sintesi generate direttamente da Google in risposta a una query. Non parliamo solo di feature di nicchia: queste sintesi occupano il 76% dello schermo da mobile.
Google cita le fonti da cui trae le informazioni — linkandole.

Come i dati aiutano Google a sviluppare l’IA generativa nella Ricerca

Per sviluppare e migliorare le esperienze di IA generativa nella Ricerca e nelle tecnologie di machine learning alla loro base, Google utilizza le interazioni delle persone con la Ricerca e con queste esperienze. Ciò può includere interazioni quali le ricerche effettuate e i feedback forniti, come Mi piace o Non mi piace. La revisione umana è uno dei tanti modi con cui valutiamo e miglioriamo la qualità dei nostri risultati e prodotti in modo responsabile.

Cosa cambia per la SEO?

  1. Non basta più essere in prima pagina: bisogna essere linkati nella sintesi AI.
  2. CTR in calo: stime parlano di perdite dal 30% al 60% sulle keyword presidiate dalle Overview.
  3. Importanza della forma: Google AI Overview sembra amare liste, definizioni, tabelle, bullet point (ma questo era così anche prima, no?)
  4. Strategie e contenuti devono essere ecosistemici: presidiare articoli, video, social, recensioni: AI Overview linka nelle fonti tutto, anche Facebook, che si posiziona su Google.

La SEO non è più solo “search engine optimization”. Diventa Search Ecosystem Optimization come ha ben spiegato Giorgio Taverniti.

Come reagire?

Prima di tutto, smettendo di dare nuovi nomi a caso con la smania di voler controllare tutto, come ha giustamente affermato Mariachiara Marsella nella mia ultima newsletter Stay AI-Live: GEO, ovvero la Generative Engine Optimization, non è assolutamente necessario come acronimo.

In una fase evolutiva ci sono almeno tre capisaldi da portare a casa:

  • Testare continuamente i cambiamenti della SERP.
  • Osservare come Google sintetizza e prendere spunto.
  • Ottimizzare continuamente i contenuti dei propri siti web, tenendo in considerazione anche AI Overview.

Alcuni test effettuati in SERP su AI Overview

Ecco alcune delle principali evidenze dei test nei risultati di ricerca:

  • Alcune overview appaiono in modalità “Ricerca” ➔ “Generazione”, altre no, come se fossero già cachate e quindi “definitive” per Google (Come suggerito da Giorgio Taverniti in questo video): quando leggiamo “Ricerca” significherebbe che Google sta ancora elaborando il risultato. Provando col mio sito poetessedonne.it per il risultato “la prima poetessa della storia” ancora in ricerca: la settimana scorsa ero linkata (con articolo e video) questa settimana non sono più linkata, nonostante io sia sempre in seconda posizione.
  • Navigando in VPN in Italia e cercando la prima poetessa della storia, sotto Enheduanna (risultato giusto) compariva Compiuta Donzella nell’AI Overview e quindi una poetessa italiana. Potrebbe esserci geolocalizzazione?
  • Navigando in modalità incognita non trovo le AI Overview: la presenza della sintesi sembra legata anche ai cookie e alla personalizzazione utente; e se funzionassero come Google Discover?
  • l’AI Overview parte con la ricerca ma restituisce un messaggio di non copertura: “AI Overview non disponibile per questa ricerca”. Ho testato con la ricerca “Rose The Handmaid’s Tale Health“. Da mobile, la prima volta, l’AI ha fatto ricerca e poi ha scritto che il risultato non era disponibile. Pochi giorni dopo il risultato di AI Overviews mi è apparso da desktop (sia in VPN sia senza, da due PC differenti). Attualmente continua a non apparire l’AI Overview da mobile.
  • Le AI Overview sono diverse tra desktop e mobile: per la stessa ricerca non è detto ci sia AI Overview, a seconda del dispositivo.
  • AI Overview può apparire sotto un annuncio pubblicitario B2B e B2C: l’ho trovato con le seguenti query quali sono le migliori scarpe da trekking e quali piattaforme di fatturazione elettronica
  • AI Overview evidenzia con colori diversi gli estratti della sintesi (alcuni in nero alcuni in grigio)

In sostanza, oggi l’AI Overview è sperimentale e instabile: osservare come evolve è fondamentale per adattare le strategie SEO.

Spazi pubblicitari su AI Overview?

Gli esperti del settore riflettono sul fatto che AI Overview potrebbe togliere efficacia anche agli annunci pubblicitari. E se in futuro fosse possibile acquistare spazio pubblicitario nelle AI Overview? OpenAI vorrebbe lanciare un’integrazione nativa con Shopify per far comprare i prodotti direttamente nelle risposte di ChatGPT, quindi l’idea è tutt’altro che improbabile.

Come studiare le AI Overviews

In una bella infografica di Ploomia si parla di ottimizzare la Cosine Similarity con il testo dell’AI Overview. Partendo da una riflessione sul prodotto, AI Overview offre spunti davvero interessanti per l’arricchimento di una scheda prodotto.

Osserviamo la ricerca quali caratteristiche deve avere una scarpa da trekking e la clusterizzazione degli attributi:

Apparire nelle sintesi di AI Overview: un esperimento

Con il mio progetto Poetessedonne.it, volevo presidiare una keyword stagionale molto competitiva: Idee tesine originali 2025. Ma come potevo farlo parlando di poetesse, e non di argomenti scolastici tradizionali?

1. Analisi della AI Overview: Ho studiato come Google sintetizzava contenuti su keyword affini, es: come fare una tesina di maturità. Premia liste, suggerisce argomenti (il sogno, la follia) e dà consigli tipo “non aver paura di uscire dal programma scolastico”. Con questo consiglio mi sono rassicurata pure io, che avevo paura di mancare il target studentesco proponendo poetesse assenti dai libri di scuola.

2. Strategia: Ho creato un articolo che proponeva poetesse dimenticate come spunto per tesine fuori dagli schemi. Per ogni tema classico (follia, sogno, guerra), ho suggerito una poetessa.

3. Ottimizzazione: Ho inserito una sezione con il messaggio chiave (“non aver paura di trattare temi non presenti sui programmi”), rilevato nella sintesi di Google. Ho strutturato l’articolo con indice HTML, bullet point e sottotitoli chiari.

Risultato dopo 1 giorno: Posizionamento in prima pagina

Risultato a cui ambisco: Presenza nella AI Overview

per la keyword “come fare una tesina di maturità” (ancora in fase “ricerca” quindi forse non definitiva?) sotto la voce in cui consiglia di utilizzare anche argomenti non presenti nei programmi scolastici.

Conclusione

La vera evoluzione non è (solo) tecnologica. È di visione, come si legge nel numero 1610 di Internazionale, che parla del libro “Nell’occhio dell’algoritmo” edito da Carocci Editore.

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Alessia Pizzi

Giornalista pubblicista e Digital Marketing Manager (SEO Lead) in PwC Italy, Alessia Pizzi si occupa di Intelligenza Artificiale applicata alla comunicazione, SEO, content strategy e cultura digitale. Divulgatrice tra Internet e Cultura, porta avanti progetti editoriali dedicati alle poetesse dell’antichità, alla storia delle donne e alle trasformazioni dell’informazione nell’era artificiale.

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