Lavori sulla Carta

Il lavoro per l’editoria mi affascina. Una delle collaborazioni di cui vado più fiera è quella con la casa editrice FusibiliaLibri. Una realtà sempre attenta alla divulgazione culturale, che predilige pubblicazioni di nicchia e sempre molto curate, anche dal punto di vista grafico. Grazie alla personalità travolgente del suo presidente, Dona Amati. Partecipo spesso ai loro reading in giro per il Lazio, perché così ho la possibilità di conoscere poeti e poete. Una fauna che adoro!

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Ho curato la prefazione del monologo in versi di Simone Di Biasio Partita – Penelope. Questo piccolo contributo mi ha reso molto felice data la mia passione per la storia delle donne.

Il libricino regala un finale alternativo alla nota attesa ventennale di Penelope. E se al suo ritorno Ulisse non l’avesse ritrovata? Se anche la sposa perfetta avesse avuto voglia di essere libera e conoscere il mondo?

Un estratto dalla mia prefazione:

Non serve aver letto l’intero ciclo omerico per conoscere la storia di Odisseo e Penelope, non serve avere una laurea specifica per comprenderne il significato. Che siano esistiti veramente oppure no, che abbiano regnato realmente sull’isola di Itaca, che siano stati coinvolti in una – successivamente romanzata – guerra di Troia, non ci è dato saperlo. Quello che sappiamo con certezza, però, è che questo mitologico rapporto ha messo radici nell’immaginario umano, elevandosi come una quercia indistruttibile e resistente alle calamità del tempo, divenendo paradigma – non così positivo – del rapporto tra uomo e donna, come tanti altri exempla tratti dallo stesso conosciutissimo epos. Per questo motivo parlare di Penelope nel XXI secolo significa dover fare i conti prima di tutto con una serie di stratificazioni ideologiche. Poiché, nonostante l’Odissea le abbia regalato una fama imperitura, il personaggio è vittima di una serie di cristallizzazioni accumulatesi di generazione in generazione. […] Nel rispetto dell’acclamata tradizione precedente, Simone di Biasio fa un passo in avanti, offrendo la parola d’amore a chi nel ciclo d’appartenenza non aveva avuto l’opportunità di aprire il proprio cuore, nella fattispecie gli eroi omerici. […] Penelope è partita, ha abbandonato la gabbia angusta di cui fu schiava per un ventennio: l’onta dei numerosi tradimenti, legittimati da una mentalità ingiusta, è stata vendicata, l’offesa è stata ripagata.


Ho partecipato come poeta a due sillogi sempre edite da Fusibilia: Haiku tra meridiani e paralleli e Teorema del Corpo.

E come scrittrice per una raccolta di racconti, Il Morso Verde:

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