Perché ce l’hanno tutti con le Donne della Costituente?

toponomastica femminile

Donne della Costituente imbrattate a Roma, Donne della Costituente rifiutate a Messina. Quant’è dura la lotta a favore della Toponomastica Femminile!

Nel quartiere di Monte Mario di Roma, dove sono nata e cresciuta, è stato sfiorato il miracolo quando hanno inaugurato la pista ciclopedonale che arriva fino a Monte Ciocci. Era il 14 giugno 2014 quando il sindaco Marino tagliò il nastro dietro casa mia, vicino alla stazione del treno. Dopo anni di lavori non portati a termine, finalmente i residenti dei vari quartieri attraversati dal parco lineare hanno potuto godere di questo immenso regalo.

Mai avrei creduto che una mattina, percorrendo il solito tratto di pista per andare a lavoro, avrei visto la pista accogliere un percorso dedicato a 7 Donne della Costituente, grazie al progetto Sulle vie della parità @ Roma, realizzato da Roma Capitale in collaborazione con l’Associazione Toponomastica femminile, Fnism (Federazione nazionale insegnanti) e Legambiente. Questo fu un regalo ancora più grande per me, visto che ero ben consapevole della forte assenza di nomi femminili nelle strade italiane.

Le protagoniste del percorso sono Bianca Bianchi, Maria Maddalena Rossi, Teresa Noce, Laura Bianchini, Rita Montagnana, Angelina Merlin ed Elettra Pollastrini.

Da quel giorno ho preso sotto la mia ala protettiva le targhe di queste donne, che, nel corso dell’anno successivo, sono state imbrattate da writers vari, ma non solo. Oltre alle comuni “tag”, ho trovato anche insulti, come potrete vedere nelle foto. Non vorrei ricordare male ma credo che sia addirittura sparita una targa (se non erro quella di Laura Bianchini all’altezza di via dell’Acquedotto Paolo), poco dopo la cerimonia inaugurale. Quella più presa di mira, però, è stata la targa di Lina Merlin. Dopo essere stata volutamente oscurata, è stata addirittura sradicata. È rimasta a terra, tra le erbacce ai lati della pista, per molto tempo, ma di recente è stata ricollocata al suo posto. (Immagine di copertina)

Ho trascorso vari mesi a ripulire le scritte sulle targhe, grazie alle salviette antigraffiti che mi ha procurato un volontario del Retake Roma, e posso dire che non ho più avuto bisogno di ripulire nulla da quasi un anno.

L’avversione per un percorso di toponomastica femminile si sta riproponendo in questi giorni a Messina, attraverso la polemica di Nino Principato. L’architetto non sarebbe d’accordo con la proposta del Comune di intestare 21 vie alle Donne della Costituente. A sua detta non c’entrerebbero nulla con Messina.

donne della costituente roma

La riappropriazione della storia delle donne dovrebbe interessare l’Italia da Nord a Sud. La presenza di queste figure femminili nella scena politica del Paese fu un grande passo avanti per la parità di genere.

Il giorno che le donne si presero la storia, ha scritto nel 2006 una giornalista de La Repubblica menzionando queste parole di Filomena Delli Castelli:

“….Eravamo consapevoli che il voto alle donne
costituiva una tappa fondamentale della
grande rivoluzione italiana del dopoguerra.
Avevamo finalmente potuto votare e far
eleggere le donne. E non saremmo state più
considerate solo casalinghe o lavoratrici senza
voce ma fautrici a pieno titolo della nuova
politica italiana”.

Sul web ho trovato questo prezioso documento, dove potrete leggere tutti gli articoli di giornale usciti all’epoca. Oltre ad un titolo dove appare il temibile termine DEPUTATESSA, c’è anche una esilarante intervista in cui Oriana Fallaci tenta di tenere a bada l’impetuosa verve di Lina Merlin, mentre le chiede informazioni sull’abolizione delle Case Chiuse.

Il 2 giugno 1946 il suffragio universale e l’esercizio dell’elettorato passivo portarono per la prima volta in Parlamento anche le donne. Si votò per il referendum istituzionale tra Monarchia o Repubblica e per eleggere l’Assemblea costituente che si riunì in prima seduta il 25 giugno 1946 nel palazzo Montecitorio. Su un totale di 556 deputati furono elette 21 donne:
Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter Jervolino, Filomena Delli Castelli, Maria Federici, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela M. Guidi Cingolani, Leonilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Livia Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana Togliatti, Maria Nicotra Fiorini, Teresa Noce Longo, Ottavia Penna Buscemi, Elettra Pollastrini, M. Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio.

Due anni fa mia madre mi ha detto che perdevo tempo a ripulire queste targhe, perché avrebbero continuato ad imbrattarle. Io continuerò a farlo finché ce ne sarà bisogno, soprattutto perché ho visto che non sono sola. E la ricollocazione della targa di Lina ne è la dimostrazione.

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