Ossessioni compulsive: comprare libri sulle donne

comprare libri sulle donne

Tra le 7 meraviglie del mondo e i 7 peccati capitali si colloca un luogo di estatica perdizione. La libreria.

Questo accade soprattutto quando la libreria è collocata esattamente fuori dal tuo ufficio. O, peggio ancora, sulla strada verso casa. Quindi è praticamente inevitabile non incrociarla con lo sguardo.

Complice di questo attentato alle finanze è la bella stagione, che rende le giornate più calde, più gustose, più lunghe. Già ti immagini sulla panchina in pausa pranzo con il tuo nuovo libro tra le mani, sotto gli alberi accarezzati lievemente dalla brezza primaverile, gli uccellini cinguettanti eccetera eccetera eccetera.

Insomma, diciamo che l’immaginario aiuta e supporta i cuori di noi poveri consumatori incalliti. Noi librofili seppelliti dalla polvere, che in casa non vediamo più le mattonelle perché i libri sono sparsi accuratamente a terra, la maggese del pavimento, e abbiamo quell’ingenua speranza nel cuore che forse un giorno cresceranno tomi al posto della sporcizia…

comprare libri sulle donne

Fatto sta, o giudici, che ero entrata alla Mondadori per comprare un libro di David Grossman. Ne parlano tutti, da anni. La bibbia per i fan sembra essere “Che tu sia per me il coltello“. E dunque andava sperimentato.

Ora però va specificato che lo store ha una sezione dedicata alla questione femminile, o quiriti, e quindi è accaduto che ho speso 40€ comprando 4 libri. Ma Grossman non era tra questi.

Giuro che l’avevo preso! Ho anche chiesto alla commessa dove fosse… ma non poteva vincere contro 4 libri sulla questione di genere.

Quale apologia potrebbe scagionarmi? Attenuanti come carenza di cioccolata, stress lavorativo o fattori anagrafici:

Recenti studi dicono che le trentenni di oggi soffrono di una grave sindrome da shopping dovuta all’evidente mancanza di un figlio...

non possono bastare.

Passiamo quindi alla top 4 del peccato e non pensiamoci più.

comprare libri sulle donne

  1. Chi te ce manda. Ovvero “Dovremmo essere tutti femministi” di Chimamanda Ngozi Adichie. L’avrete trovata sui social in quanto autrice del discorso femminista che sta circolando come testo nelle scuole svedesi.
  2. Chi te c’ha mandato 2, la vendetta. “Quindici consigli per crescere una bambina femminista“. (Ve l’ho detto che recenti studi dicono che le trentenni di oggi soffrono di una grave sindrome da shopping dovuta all’evidente mancanza di un figlio...). Scherzi a parte, me l’ha suggerito Il Post. Obbedisco.
  3. Quando eravamo femmine” di Costanza Miriano. Secondo Catholic Herald la scrittrice cattolica più pericolosa del mondo. Questo era quasi un dovere comprarlo. Se non mi incazzo col cattolicesimo almeno una volta a settimana sto preoccupata.
  4. “L’infedele” di Ayaan Hirsi Ali, per i diritti delle donne e contro il fondamentalismo islamico.

L’Islam e le donne sono la mia nuova fissazione. In Italia se ne parla per lo più per la questione del velo. Come sempre ci attacchiamo alla forma e non alla sostanza, senza chiederci cosa pensino o provino queste donne. Dietro il velo.

Chiunque dica che la libertà non può essere comprata, non ha mai messo piede in una libreria.

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